L'AUSILIO DEI MULTIMEDIA IN DIDATTICA

Prima parte

di Amelia Cepollaro

In questi ultimi anni si fa sempre piω presente nella vita di ognuno e nel mondo dell'educazione il linguaggio multimediale. Una vera e propria rivoluzione che permette di coordinare linguaggi, strumenti e progetti comunicativi in maniera diversa e piω efficace.

Nel mondo dell'insegnamento dell'italiano come lingua straniera θ ancora molto timida la presenza dei multimedia ma θ un errore perchθ non accettare la rivoluzione digitale anche nella lingua italiana LS significa far allontanare il suo studio dalla vita effettiva dello studente. Come infatti lo θ il video, anche il computer fa parte della vita di ogni studente e sarebbe veramente un peccato non approfittare di un mezzo che lui giΰ conosce e che ama per fargli apprendere e/o approfondire la lingua italiana, facendo aumentare la sua motivazione.

Nell'insegnamento con l'ausilio delle nuove tecnologie, il rapporto fra docente e alunno non θ piω verticale ma piuttosto circolare dove la parola d'ordine θ ''collaborazione'' (fra i due soggetti) e dove si instaura una relazione costruttivistica.

Qui l'insegnante non θ la sola fonte di conoscenze. Essendo il rapporto collaborativo non troviamo piω il ruolo attivo dell'insegnante e quello passivo dello studente. Tutti e due i ruoli sono attivi e tutte e due le figure lavorano insieme per raggiungere un obiettivo comune.

E' ciς che definiamo didattica collaborativa che non elimina comunque la specificitΰ e l'importanza del ruolo del professore.

Quando si parla di multimedia in classe vengono fuori naturalmente alcuni problemi e critiche come per esempio:

  1. La paura del professore di essere sostituito dal computer
  2. Spesso l'ignoranza informatica del professore
  3. La non integrazione dei multimedia in un programma curricolare
  4. L'impressione che l'uso dei multimedia sia di importanza marginale (come del resto avviene anche per l'uso del video).

Per quanto riguarda il punto 1 ne abbiamo giΰ parlato sopra che ha torto il professore se pensa che possa essere sostituito dal computer! L'insegnante decide, guida e usa il computer per degli scopi che lui si θ prefisso. Il computer θ una macchina a suo servizio, non certo il contrario. E' un mezzo per migliorare, velocizzare (si pensi alla correzione di test, per esempio) il proprio lavoro.

Un altro aspetto tabω θ quello al punto 2. Spesso l'insegnante non ha quelle conoscenze informatiche che gli permettano di gestire il computer in classe. Il professore ha paura di sbagliare e questa sua insicurezza lo spinge a non usuifruire di questi mezzi nei suoi corsi. L'insegnante non θ e non deve essere necessariamente un tecnico informatico e d'altronde non gli viene richiesto! Basti che sappia quel minimo indispensabile per districarsi un po'.

Un altro aspetto negativo ( e forse il piω grave) θ quello detto al punto 3. Infatti molti colleghi, pieni di buona volontΰ, che seguono seminari e corsi di formazione sull'insegnamento dei multimedia in classe, non possono applicare ciς che hanno imparato perchθ si trovano ad insegnare in scuole, in istituti dove non ci sono aule informatiche o dove l'accesso ad esse non θ previsto per l'insegnamento della lingua straniera! Qui il problema θ piω complesso in quanto entra in gioco la politica scolastica e dove il volere del solo insegnante non ha un grande peso!

Ultimo aspetto, quello del punto 4 … anche questo θ difficile da affrontare perchθ rientra nella mentalitΰ di non pochi colleghi pensare che l'uso delle nuove tecnologie sia di importanza pedagogica marginale! Non diciamo certo che le nuove tecnologie debbano o possano sostituire il libro di testo …diciamo che l'uso di esse, accanto agli altri mezzi ''tradizionali'' diano dei risultati piω proficui e veloci nel processo d'apprendimento dell'alunno, perchθ grazie a questi mezzi lo studente puς sviluppare delle sue strategie di apprendimento ( delle quali parleremo in un nostro prossimo appuntamento).

Il Programma di Sviluppo delle Tecnologie Didattiche 1977-2000 elaborato dal Ministero per la Pubblica Istruzione Italiano fissa, tra l'altro, 2 grandi categorie di obiettivi:

  1. Formazione dei docenti
  2. Utilizzo della multimedialitΰ nella prassi didattica

Ed e' a questo che bisogna puntare: piu' seminari e piu' corsi di formazione per docenti sulle Nuove Tecnologie Didattiche.

In Italia e nella maggior parte dei paese europei la multimedialitΰ θ entrata nelle scuole … basta dare un'occhiata in internet per rendersene conto! ( progetti di classe, cdrom prodotti da scuole, siti,ecc).

E' necessario, quindi, che l'uso delle nuove tecnologie sia previsto dal curricolo scolastico.

L'obiettivo primario di un professore di lingua θ quello di insegnare la lingua straniera e non solo quello di far superare gli esami per le diverse certificazioni ai suoi studenti. Questa corsa al ''pezzo di carta'' lasciamola, se non θ possibile cambiar loro mentalitΰ agli studenti e ai loro genitori… Noi insegnamo la lingua e la cultura e alla fine del corso i nostri ragazzi devono aver raggiunto gli obiettivi che ci siamo prefissi… il conseguimento di una certificazione, di un diploma viene poi da sθ.

E' giusto pensare a come insegnare bene la lingua e come farlo nel modo piω efficace usando tutti i mezzi a nostra disposizione e non cadere nella trappola dell'esame finale ( anche perchθ, se fatto bene il nostro bene, quello viene conseguito lo stesso).

Nell'uso dei multimedia abbiamo detto che la relazione non θ piω professore e alunno ma professore-alunno-macchina e l'elemento principale θ la cosiddetta interattivitΰ.L'interattivitΰ θ l'elemento che dΰ la possibilitΰ all'utente di creare, trasformare, gestire un percorso didattico col computer. Filo conduttore della didattica multimediale θ la moltiplicazione di voci, di codici (video, audio,ecc) e di punti di vista.

In internet per esempio, l'interattivitΰ θ molto forte e il ''gruppo classe'' con esso smette di essere tale e puς diventare il prodotto di un insieme di gruppi di classe che fanno parte a loro volta di una ''classe virtuale'' ( con strumenti come la chat, il forum, le comunitΰ, la posta elettronica,ecc).

Ma non c'θ solo internet…il professore puς usare I cdrom didattici ( nel nostro caso i corsi di lingua) o di consultazione( enciclopedia, dizionari,ecc) ed integrarli nella propria lezione ( per introdurre un argomento o per verificare ciς che si θ fatto in classe o ancora per dei test,ecc). In un prossimo articolo vi proporremo dei percorsi didattici.

Uno dei pericoli in cui si puς incombere nell'usare in malomodo le nuove tecnologie θ la cosiddetta ''pigrizia d'uso'', cioθ quella di perdersi nel web o imbattersi in cd I cui esercizi sono troppo ripetitivi e i ragazzi finiscono con l'annoiarsi! E' quindi importante scegliere attentamente il cd o il sito da vedere.

Un buon corso di lingua dovrebbe:

Spiegare in modo chiaro le caratteristiche della lingua straniera al fine di favorire l'apprendimento.
Dare la possibilitΰ allo studente di individuare gli ''errori'' e di ritornarci sω ( ripetendo l'esercizio, chiedendo aiuto alla grammatica se compresa nel corso)
Di fare un continuo feedback
Di scegliere il proprio percorso didattico, soprattutto se in fase di autoapprendimento ( per esempio scegliere atti comunicativi, esercizi strutturati,ecc).
Offrire altri servizi come quello accennato sopra della grammatica, di avere la possibilitΰ di leggere le trascrizioni delle attivitΰ orali dopo o mentre ascoltano, avere la possibilitΰ di fare esercizi sulla fonetica,ecc.

Se vogliamo lavorare con internet suggerirei di insegnare prima agli studenti l'uso corretto dela rete per non incombere nel rischio che durante l'attivitΰ in classe si perdano nel web! Una soluzione potrebbe essere quella di dare un orario preciso di inizio e fine della ricerca (una o due ore). Un'altra idea sarebbe quella di spiegare loro cosa significano per esempio -.it, -.org., - .com,ecc ( .it θ un sito italiano, .org θ un'istituzione, quindi affidabile, .com θ un'impresa commerciale che potrebbe essere affidabile ma potrebbe anche non esserlo). Ciς porta ad un restringimento della ricerca e diad un risparmio di tempo. Infatti se cerchiamo un sito di lingua italiana, sappiamo con ''.it'' che il sito parlerΰ la nostra lingua e se cerchiamo un'istituzione scolastica, per esempio, escluderemo i siti .com,ecc,ecc.

Prima quindi di andare alla ''caccia al tesoro'', io consiglierei di dare dei siti di motori di ricerca e scrivere alla lavagna alcune domande a cui gli studenti devono rispondere ( magari con l'aiuto del professore):

  1. Cosa dobbiamo cercare?
  2. In quale lingua vogliamo cercare?
  3. Qual θ lo scopo finale della nostra ricerca?
  4. Quali strumenti, oltre a internet, useremo per la nostra ricerca?

Ecco alcuni motori di ricerca che parlano italiano:

www.msn.it
www.virglio.it
www.arianna.it
www.supereva.it
www.ciaoweb.it
www.altavista.it
www.yahoo.it

Il ruolo del professore θ quello del tutor e cioe' egli:

  1. guida gli studenti a questa ''nuova'' forma di apprendimento
  2. li aiuta a scoprire ( o scopre lui) le strategie di apprendimento degli studenti
  3. suggerisce I percorsi didattici dove gli studenti possono trovare risposta ai loro bisogni ( per sviluppare per esempio la lettura, la pronuncia, esercizi di rinforzo,ecc)
  4. Ha una funzione maieutica in quanto segue lo studente nei momenti individuali per ripercorrere gli errori e trovare un modo per affrontarli e risoverli.

Quindi il ruolo del professore / tutor non θ facile. Lui deve pensare alla fase organizzativa, strutturale e concettuale.