CRITERI DI SCELTA PER IL MATERIALE TELEVISIVO AUTENTICO
SECONDO
I LIVELLI DI APPRENDIMENTO.
di
Amelia Cepollaro
Prima di
addentrarci nei criteri da seguire per scegliere il materiale autentico
televisivo per i nostri discenti, è utile fornire una tipologia del materiale audiovisivo ed elencare alcune delle
maggiori differenze fra il materiale audiovisivo.
Si ha
materiale:
Per materiale
audiovisivo didattico intendiamo quel materiale nato per scopi didattici e che
spesso accompagna il manuale.
Per materiale
AV didattizzato invece intendiamo il materiale autentico, nato quindi non per
scopi didattici e mirato ad un pubblico non straniero,
su cui si creano delle attività didattiche.
Infine il
materiale AV autentico è quel materiale su cui non si sono fatte attività
didattiche ( per es. La visione diretta di trasmissioni televisive).
Che
differenze ci sono fra un audiovisivo didattico ed uno didattizzato? E più in
generale, che differenze ci sono fra un audiovisivo didattico ed uno autentico?
Il materiale
AV didattico, quindi, accompagna il
libro di testo. La videocassetta del corso spesso approfondisce gli argomenti
trattati nel libro ed è divisa in unità proprio come il libro. Ciò comporta
una rigidità nella scelta degli argomenti da parte del professore. Infatti se
per esempio, si sta all’unità 2 e l’insegnante tratta di un argomento (
culturale) che invece si trova all’unità 4 , non ci può andare perchè la
struttura del corso non glielo permette.
Nella maggior
parte dei videocorsi di lingua italiana per stranieri, i filmati spesso sono
costruiti e recitati da attori professionisti e i dialoghi sono semplificati (
dal semplice al complesso) e non sono autentici. Gli studenti, in questo caso,
troveranno forse facile la comprensione dei dialoghi ma:
-
non saranno messi a
contatto con la lingua vera degli italiani ( velocità, intonazione, pronuncia,
ecc)
-
non conosceranno i
diversi registri e le varietà dell’italiano
In una parola
non saranno a contatto con la realtà sia linguistica che culturale italiana.
Ma tutto
naturalmente dipende dagli obiettivi che il professore si prefigge. Se usa la
videocassetta del corso per delle attività di approfondimento e rinforzo di
determinati fenomeni grammaticali, culturali, ecc, raggiunge tranquillamente i
suoi fini, se invece vuole usare la videocassetta per ‘affacciarsi sulla realtà
italiana’ forse sarebbe meglio registrare una trasmissione televisiva che gli
interessa e didattizzarla.
Del materiale
AV autentico spesso si critica la velocità e la difficoltà che provano gli
studenti nel comprendere i filmati. Spesso questo timore lo hanno anche gli
insegnanti che si arrendono alle prime difficoltà, alle prime proteste e
lamentele degli studenti e gettano la spugna.
Gli
insegnanti dovrebbero convincersi che utilizzare del materiale AV autentico è
utile per i propri studenti per i seguenti motivi:
v
Perchè favorisce la
motivazione degli studenti
v
Garantisce input
linguistici scritti e orale su cui costruire l’unità didattica
v
Offre una vasta gamma
della realtà comunicativa italiana
v
Migliora
le fasi di rinforzo e di recupero
Cosa
deve fare l’insegnante per didattizzare
una trasmissione televisiva?
Prima di
scegliere il genere televisivo, l’insegnante deve studiare:
v
L’utenza ( è un
pubblico di adulti, di adolescenti,
di bambini)?
v
Il testo ed il
cotesto della trasmissione
v
Il canale
comunicativo che viene adottato nella trasmissione
v
La varietà di
registri
v
I contenuti
linguistici
v
I contenuti socio-culturali
v
La scelta delle
sequenze del filmato e la durata. Infatti non deve durare molto il filmato in
quanto l’attenzione e quindi la concentrazione degli studenti è limitata. In
genere è consigliabile una durata massima di 7-8 minuti. Se la trasmissione in
questione è un documentario, per esempio, o un film, è meglio dividerlo in più
lezioni. Così facendo si ha la possibilità di somministrare delle attività e
di poter affrontare meglio le difficoltà che incontrano gli studenti in quel
momento.
v
La difficoltà
intrinseca del documento AV autentico la si può marginare creando e dunque
bilanciando delle attività didattiche più facili ( per esempio concentrate
sulla comprensione globale e non analitica).
Si
andrà ora a vedere brevemente i diversi
generi televisivi accennando alle loro caratteristiche e a quale livello
possono andare.
|
TELEGIORNALE |
Nel
TG si trova un parlato-scritto letto ad alta voce,ed almeno tre tipi di
messaggi iconici: grafici
( per esempio le scritte dei titoli), statici ( le foto), cinesici
( reportage).
Abbiamo quindi
un parlato controllato, non spontaneo
e la lingua usata è quella standard. Si fa notare
comunque che, mentre anni fa la dizione degli speaker doveva essere perfetta,
oggi non è più così e che è facile indovinare la regione di provenienza del
giornalista. Oltre ai contenuti linguistici e iconici, nel Tg possiamo trovare
anche degli elementi di comunicazione non verbale ( per esempio la postura del
giornalista) e sfruttarli facendo una lezione interculturale ( nel Tg del vostro
Paese, il giornalista è seduto? È in piedi ?, ecc e fare poi delle
comparazioni).
Il
telegiornale può andar bene a tutti i
livelli. Bisogna far attenzione alla scelta della notizia in quanto è lì che
si nascondono le eventuali difficoltà di comprensione.
Per un livello
principianti si potrebbe proporre, per esempio, una notizia di cronaca oppure il
bollettino meteo dando però prima,in quest’ultimo caso, il vocabolario
specifico.
Ad un livello
avanzato possono andar bene notizie che nascondono un vocabolario più
impegnativo. Per esempio: notizie economiche, politiche, ecc.
Naturalmente in un corso di linguaggio settoriale, sfruttare notizie di tal
genere in classe diventa quasi
indispensabile.
Un esempio di
attività che si può somministrare ad un livello principianti è il seguente:
Gardate
il filmato una prima volta e riempite la griglia sottostante
Argomento
trattato:......................................................................................................
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Nome |
Età |
Professione |
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Primo
intervistato |
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Secondo
intervistato |
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Terzo
intervistato |
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Naturalmente
prima della visione del filmato è sempre bene fare un’attività di
brainstorming per introdurre ed anticipare l’argomento.
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FILM-FICTION |
Qui troviamo un parlato-recitato.
La lingua è per questo più artificiale, costruita.Troviamo però una varietà
di registri sui quali far lavorare i nostri studenti. Inoltre possiamo trovare e
i dialetti i quali negli ultimi tempi sono stati rivalutati da un punto di vista
socio-culturale.
Anche qui possiamo fare con faciltà uno studio sulla comunicazione non-verbale
e sui componenti video in generale. Per questo è consigliabile non utilizzare
film stranieri tradotti in italiano ma film italiani. Avremo così
l’opportunità di studiare e analizzare le sequenze del film sia da un punto
di vista linguistico che socio-culturale.
E’ consigliabile la somministrazione di un film ad un livello
intermedio-avanzato, mentre sia dal primo livello possiamo dare in visione la
fiction per il suo italiano chiaro, standard
( a volte medio-standard), ‘interessante’ per gli argomenti trattati (
amore, odio,ecc). Questa differenza fra il film e la fiction è dovuta al fatto
che quest’ultima tende ad entrare in ‘tutte le case’ e mira ad una vasta
fascia di pubblico, quindi il suo italiano deve essere comprensibile al massimo.
Quando vogliamo somministrare un film o una fiction dobbiamo stare attenti
alla durata. Infatti in genere l’attenzione e la concentrazione di uno
studente non supera i 10 minuti quando guarda un video in LS. E’ consigliabile
discutere sull’argomento del film prima della sua visione e
prevedere delle pause per chiarire eventuali punti ‘oscuri’.
Attività somministrabili ad un
livello principiante possono essere delle griglie come quella che abbiamo visto
per il tg, oppure griglie che richiedono di mettere una X agli elementi
realmente presenti nella sequenza ( si dà cioè una lista di elementi iconici
di cui tre o quattro presenti nel filmato).
Se si ha un manifesto del film, si può introdurlo con lo studio
dell’affiche chiedendo agli studenti di fare delle ipotesi sull’argomento
del film, sulla trama, ecc,ecc.
Se il film o la fiction si prestano, si potrebbe fare anche una lezione
interculturale partendo da un’immagine particolarmante espressiva ( lo sguardo
dell’attore, la postura, l’abbigliamento) e chiedendo di fare delle
comparazioni con la propria cultura, la propria società,ecc. Per esempio, si
introduce Il Gattopardo ( livello madio-avanzato). Si danno riferimenti storici
e sociali, si può chiedere ‘ e nel vostro Paese, nella stessa epoca, cosa
succedeva? come ci si vestiva? ...’
La stessa cosa facendo un fermo-immagine, si può chiedere: guardate lo
sguardo del persobaggio. Cosa vuole dire secondo voi ( anticipazione)?
Si verifica e poi si può chiedere: e nel vostro Paese per esprimere ciò
con lo sguardo è lo stesso?
Si può lavorare anche solo sul suono. Fare per esempio ascoltare solo
l’audio e, oltre a dare le attività di verifica della comprensione orale,
somministrare attività di anticipazione chiedendo di immaginare l’ambiente.
Oppure si può lavorare sull’inquadratura ( quale messaggio dà
quest’inquadratura)?
Per la produzione orale si può prevedere una discussione su ciò che si è
visto o su degli argomenti particolari, sia linguistici che culturali,
emersi dal film o dalla fiction.
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DOCUMENTARI E REPORTAGE |
Nel documentario il linguaggio è
controllato è cioè prima scritto e poi letto. Gli argomenti vengono
presentati secondo una logica ben precisa e la qualità del suono è quasi
sempre ottima. La lingua è quella standard e, soprattutto per quanto riguarda
il documentario, l’argomento è specifico e quindi non adatto ad un livello
principianti. Il reportage è sempre controllato ma è più spontaneo in quanto
il giornalista prepara, si, una scaletta degli argomenti da trattare, ma non
legge.
E’ a discrezione dell’insegnante scegliere il documentario e\o il
reportage da sottoporre agli studenti.
Di solito i documentari e i reportage, durano circa mezz’ora.
L’insegnante può, se lo ritiene necessario, dividere in due lezioni il
filmato e somministrare le attività relative.
In un corso di lingua settoriale, il documentario e il reportage sono
fermamente consigliabili in quanto quello della microlingua è un pubblico che
ha una motivazione in più per stare a contatto con la lingua del suo settore.
Se si volesse fare un’unità didattica sul documentario o sul reportage,
si potrebbe cominciare con un’attività di comprensione globale (del filmato),
una scelta multipla ( a tre, quattro distrattori) o un vero o falso. Dopo aver
fatto rivedere il filmato o una sequenza di esso si potrebbe somministrare
un’attività mirata ad una comprensione più analitica. In
questi due tipi di documenti
autentici si possono sfruttare anche i messaggi iconici
e gli elemento extra-linguistici. E’ auspicabile quindi dare anche
delle attività su ciò che offrono le immagini ( con o senza audio) e ciò che
offre tutta la comunicazione non-verbale.
Per finire possiamo dare delle attività di produzione orale ( role-play e
discussione) e produzione scritta ( scrivere una lettera in cui si racconta ciò
che si è visto, oppure, scrivere un articolo giornalistico, ecc,ecc).
Si sono così coperte tutte le competenze richieste per l’apprendimento di
una LS.
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TALK SHOW |
Maurizio Costanzo definisce il
talk-show come la rappresentazione del quotidiano. Esso è infatti uno spettacolo di
parola, dove la parola, la comunicazione fa da protagonista. Qui si trova una
grande varietà di registri e la lingua non è sempre quella standard. E’
un parlato spontaneo, dove chi parla non legge ciò che dice, non si è
praparato una scaletta e un po’ ‘improvvisa’. Per molti studiosi il
talk-show, non è un vero e proprio parlato-spontaneo in quanto anche se è vero
che chi parla improvvisa, ma è anche vero che sa bene che lo si sta riprendendo
con una telecamera e cerca quindi di ‘dare il meglio’ di sè. Il vero
linguaggio spontaneo quindi, si può avere soltanto in situazione di candid
camera ( cioè quando chi parla non sa che lo si sta riprendendo).
Questo tipo di trasmissione può andar bene per tutti i livelli. Dipende
naturalmente dall’argomento trattato e dalle attività somministrate.
Inoltre questo tipo di trasmissione può essere utile ( per gli argomenti
che in genere offre) per delle lezioni interculturali.
Oltre ai tipi di attività che abbiamo già visto per le altre trasmissioni,
si potrebbe somministrare un’attività del tipo ‘il protagonista della
vicenda ha scritto una pagina del suo diario raccontando ciò che si è detto in
trasmissione ma si ricorda male due
informazioni.Cercate le due informazioni errate’ oppure ‘il protagonista
della vicenda ha scritto una pagina del suo diario raccontando ciò che si è
deto in trasmissione. Ha però commesso due errori morfosintattici.
Individuateli’.
La somministrazione dell’una o dell’altra attività dipende sempre dal
fine didattico che si è prefisso l’insegnante.
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CARTONI ANIMATI |
Anche se indirizzato ad un pubblico infantile (italiano e italofono), il
cartone animato nasconde diverse
difficoltà che spesso impediscono
gli insegnanti di somministrarlo ad un livello principianti.
Il suo linguaggio, infatti, non sempre è comprensibile ( si pensi per
esempio a Paperino)!
Il tono e la pronuncia, inoltre, non rispecchiano la realtà italiana in
quanto sono spesso cartoni stranieri e quindi tradotti. Quindi se l’insegnante
vuole dare un’immagine dell’Italia attraverso il cartone animato, deve
cercare un cartone italiano ( cosa abbastanza difficile). Se invece per
l’insegnante è soltanto un momento ludico, di relax, allora ben venga anche
Paperino, Digimon, ecc,ecc.
Gli studenti ( di tutte le età) comunque si divertono a guardare il cartone
animato. L’insegnante darà delle attività facili o meno facili a seconda del
livello degli studenti.
Un’attività che risulta particolarmente simpatica agli studenti quando
guardano un cartone animato è quella dell’anticipazione. Dare delle foto dei
personaggi oppure senza audio far vedere le immagini di qualche sequenza e
lasciar fare delle supposizioni alla classe
( magari divisi in gruppi o a coppie) sulla storia e sui personaggi.
E poi, naturalmente, la verifica delle supposizioni...
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PUBBILICITA’ |
Sulla pubblicità ci sarebbe tanto da dire... ci riserveremo di parlarne in
modo approfondito in un prossimo articolo.
Nella pubblicità l’insegnante deve analizzare il significato
ed il significante per poi creare delle attività didattiche.
Questo tipo di materiale autentico può andar bene per tutti i livelli.
L’insegnante sceglierà il tipo di pubblicità che può andare per la sua
classe. In genere per un livello principianti vanno bene pubblicità sui
detersivi, sui prodotti alimentari, ecc, pubblicità cioè di facile
comprensione ( sia del significato che del significante). Altre pubblicità
possono andare bene per un livello medio-avanzato poichè create per una
determinata fascia di pubblico intellettualmente e culturalmente più elevato.
Oltre alle attività proposte per le altre trasmissioni, un’attività che
si potrebbe proporre è quella di immaginare una pubblicità per un prodotto
simile, oppure far vedere solo le immagini senza far scoprire il prodotto
pubblicizzato( per quelle pubblicità che ‘scoprono’ il loro prodotto
all’ultimo frame) e far indovinare la storia e il prodotto.
Abbiamo fatto così ua breve panoramica sui generi televisivi e sulle loro
caratteristiche. Concludiamo ricordando che, quando si vuole didattizzare del
materiale autentico, bisogna cercare di analizzare e sfruttare tutti i suoi
elementi, e cioè:
1.
componente
video ( personaggi,
ambiente, costume,ecc)
2.
componente
audio ( intonazione,
rumore, musica, ecc)
3.
componente
tecnica ( inquadratura,
illuminazione, prospettiva, ecc)