Il video in didattica: un mezzo di supporto oppure uno strumento pedagogico vero e proprio?
di Amelia Cepollaro
L'incidenza sempre maggiore di mezzi multimediali nell'insegnamento della lingua straniera, pone il problema della consapevolezza di ciò che essi possono offrire e del loro buon uso nella trasmissione del sapere.
Uno dei principali problemi che pongono i mezzi multimediali in generale e il video in particolare è il suo uso corretto da parte del professore per renderlo uno strumento di efficacia interattiva.
Nell'insegnamento della lingua italiana, bisogna dire che si è ancora un po' lontani da una formazione efficiente del docente.
Ciò non è certo dovuto ad una sua mancanza! La causa si deve cercare piuttosto nella poca informazione e formazione che si fa su questo e su tanti altri argomenti! In questo articolo faremo una breve panoramica sui tipi di documenti audiovisivi e su come possiamo adoperarli in classe nel modo giusto. Prima di tutto dobbiamo allontanarci dalla mentalità che il video si fa quando ci rimane del tempo o per far rilassare i nostri studenti. Dobbiamo cercare di non commettere lo stesso errore che abbiamo fatto con l'ascolto (che non si faceva mai perchè non c'era il tempo) e che abbiamo visto poi introdotto in tutte le prove d'esame
( diploma,CELI,CILS, Palso,ecc).
Il video in classe si usa o per un'attività di rinforzo o per far conoscere aspetti della civiltà italiana. Ma può anche essere uno strumento a parte che contiene attività che coprono tutte le abilità richieste nell'apprendimento di una lingua straniera: comprensione scritta e orale, produzione scritta e orale, oltre all'aspetto culturale del filmato.
Quanti tipi di documenti audiovisivi ci sono?
Tralasciando il documento numero tre dove sono facilmente intuibili quali sono i suoi lati negativi, soffermiamoci brevemente sui primi due tipi di AV. IL documento didattico, proprio per la sua natura, è un tipo dii documento artificiale. Nasce in studio, l'italiano che si ascolta è un italiano recitato da attori, non è quindi spontaneo, e di conseguenza lo studente non si trova a contatto con la vera lingua italiana, quella parlata in Italia! Inoltre la sua struttura è rigida in quanto segue l'indice del libro. Non si può saltare da una unità all'altra e il professore non è libero quindi di scegliere quale filmato far vedere ai suoi studenti. Proprio perchè è nato per uno scopo didattico, spesso nel video vengono isolati alcuni fenomeni grammaticali. Ciò comporta una certa lentezza, irreale, nei dialoghi. Inoltre un videocorso didattico va soggetto ad invecchiamento più di qualsiasi altro videocorso in quanto prima di tutto non è strutturato su documenti autentici e in secondo luogo, essendo esso legato ad un libro di testo, difficilmente si cambierà testo e videocassetta (i costi editoriali sarebbero eccessivi).
Per quanto riguarda il secondo documento, cioè quello didatticizzato, tutti i lati negativi del primo diventano positivi per il secondo. La lingua parlata, cioè, è quella parlata dagli italiani, si possono trovare diversi registri nei diversi contesti, non si isolano fenomeni grammaticali con la stessa tecnica in cui si isolano nel primo,ecc.
Lo studente, e questo penso sia fondamentale, fa una vera e propria immersione nella società italiana. Senza muoversi dal banco lui si trova a contatto diretto con quelle che sono gli aspetti della società italiana e tocca con mano tutti gli aspetti linguistici nei vari contesti reali. Dopo aver fatto questa breve panoramica sui tipi di documenti audiovisivi che ci sono, ci potremmo ancora chiedere qual è lo scopo del video in classe? Prima di tutto favorire la motivazione dello studente all'apprendimento della lingua italiana. Inoltre garantire input linguistici e varietà linguistiche diversi, far conoscere aspetti della società italiana e, perchè no, per migliorare le fasi didattiche di rinforzo e di recupero. Il momento della lezione video è un momento attivo. Lo studente è abituato a subire la televisione.
In classe davanti a quel mezzo tanto conosciuto e amato dal nostro discente e davanti a cui egli è passivo, d'un tratto dalla posizione passiva lui passa a quella attiva: diventa regista e critico della sequenza che sta vedendo. La studia, la analizza perchè deve prendere delle informazioni necessarie allo svolgimento del suo lavoro.
Ecco perchè è importante che lo studente abbia un suo quaderno di lavoro, che sappia cioè cosa fare, quale informazione memorizzare e quale no.
Guardare il video in classe non è guardare semplicemente la TV. E' studiare, analizzare ciò che si sta facendo e vedendo. Il quaderno gli serve a concentrarsi e a non ritornare passivo come di solito. Anche il ruolo del professore è attivo. Lui è il vero regista della situazione. Sta a lui far sì che la lezione video sia un momento di studio e nonn di perdita di tempo. E' lui il jolly. Se non sa lavorare bene non avrà buoni risultati!
Quali consigli dare ad un docente "fai da te" ? Per chi volesse avventurarsi nella costruzione di unità didattiche audiovisive, è necessario che lui sapppia che deve armarsi di buona volontà e che deve avere molto tempo a sua disposizione. Regola prima: motivare gli studenti dicendo loro cosa andranno a vedere e eventualmente dare loro delle parole chiavi. Presentare loro una scheda di lavoro con delle attività didattiche. Gli esercizi possono basarsi sulla comprensione globale e o analitica del messaggio audiovisivo, oppure basarsi solo sul messaggio visivo o su quello audio. Dopo una sequenza si passa allo svolgimento delle attività e alla loro richiesta. Eà bene comunque far visionare almeno due volte il filmato, sia per il compimento degli esercizi e sia per un'attività di rinforzo e di recupero degli input dati. Nella lezione video si possono fare anche attività di produzione orale, facendo discutere gli studenti su quello che hanno visto o facendo fare loro un role play.
Che tipo di attività possiamo soministrare in una lezione video?
Tutti i tipi di esercizi: dalla scelta multipla al vero o falso, dal riassunto al role play, dall'anticipazione alla ricostruzione della sequenza, dal
Freeze-frame al sound/ off vision/ off,ecc.
Certo per fare tutto ciò il professore deve sapere anche le componenti del video e come sfruttarle, deve fare la trascrizione dell'audio per poi estrapolare le informazioni o i fenomeni grammaticali che a lui interessano,ecc. Deve lavorarci sù tanto tempo! Per mezz'ora di lezione deve almeno lavorare due, tre giorni! Ma tutto sommato ne vale la pena.
Possiamo concludere dicendo che il video, visto da un punto di vista pedagogico, pedagogico, se usato bene, diventa uno strumento validissimo per insegnare una lingua straniera. Con esso si possono sviluppare tutte le abilità richiesta nell'apprendimento di una LS e aiuta lo studente ad immergersi nella lingua e nella società italiana. Come detto sopra, le metodologie che si usano nell'insegnamento dell'italiano sono ancora un po' indietro rispetto a quelle di altre lingue straniere come per esempio l'inglese o il francese. Ma piano piano arriveremo anche noi a concepire l'insegnamento di una lingua straniera basata non solo su materiale cartaceo ma anche per mezzo di video, CDROM e internet!